I premi 2018

PREMIO MIGLIOR ALBUM
Elena Ledda, Làntias (S’ard Music)

Voce della Sardegna per eccellenza, con Làntias Elena Ledda torna dopo otto anni a pubblicare un disco – ed è un disco destinato a diventare un classico istantaneo della nostra tradizione: produzione che rimanda alla world music “mediterranea”, un affiatato gruppo di musicisti, testi poetici e con le orecchie bene aperte sulle sfide e i problemi di oggi… e, naturalmente, la voce di Elena Ledda, che illumina la via come un lume (Làntias, in sardo) nella notte dei tempi che stiamo vivendo.

PREMIO GIOVANI
Lame da barba, La muta vita (Autoprod.)

Francesco Paolino, Alessandro Predasso, Stefania Megale, Giuseppe “Pippi” Dimonte e Alberto Mammolino sono le Lame da barba. Se la barberia era in passato vera scuola di musica popolare e luogo di incontro degli uomini del paese, quella delle Lame da barba è piuttosto una barberia mediterranea, dove si incontrano tarantella e musica balcanica, valzer popolari italiani e melodie da Turchia e Armenia. Una barberia contemporanea, adatta alle esigenze e alle sfide di uomini e donne di oggi, da qualunque lato del mare provengano.

PREMIO ALLA CARRIERA
Gastone Pietrucci / La Macina

Ricerca e riproposta, tradizione e creazione si frantumano e mescolano fino a diventare indistinguibili sotto la forza antica della Macina, Gruppo di Ricerca e Canto Popolare Marchigiano fondato da Gastone Pietrucci nel 1968, cinquant’anni fa esatti. Da allora, da quell“altro” sessantotto, Gastone e la sua Macina hanno attraversato da protagonisti la musica italiana, proseguendo l’attività di ricerca sulla tradizione popolare delle Marche e portandola sui palchi della canzone d’autore (con gli album Aedo malinconico ed ardente), del rock (grazie alla collaborazione con i Gang) e perfino della musica classica e del jazz, sempre nel segno del confronto e dello scambio tra generazioni e linguaggi diversi.

PREMIO REALTÀ CULTURALE
Trouveur Valdotèn

Attivi dalla fine degli anni Settanta, ricercatori e musicisti, operatori culturali e organizzatori di eventi (ad esempio con il festival Été Trad, punto di riferimento nel suo genere), i “trovatori valdostani” sono uno dei migliori esempi di come le modalità di trasmissione dei saperi della cultura popolare sopravvivano e mutino nella società contemporanea. Dai genitori ai figli, da Liliana Bertolo e Alessandro Boniface ai due fratelli Rémy e Vincent, il nome dei Trouveur Valdotèn è passato da una generazione all’altra, e la loro musica, partendo dalla piccola Val d’Aosta, si è resa disponibile per altre musiche e altri suoni, in innumerevoli progetti (L’Orage, Toc Toc Toc, Abnoba, Pitularita, Estremìa…).